Pena di morte, questione di (in)civiltà

6 05 2007

Pena di morte, questione di (in)civiltà
Mi domando se sia mai esistita al mondo una civiltà vera e se parlando di civiltà non ci si debba invece riferire soltanto a un sogno, a un’aspirazione piuttosto che a una realtà acquisita. La civiltà greca, ancora insuperata per la capacità di elaborare il pensiero nelle sue espressioni più alte, e sulla quale si fonda tutta la nostra cultura, era anche quella che condannava a morte i cittadini per reati d’opinione e si interrogava seriamente se gli schiavi avessero o no un’anima. Oggi, il mondo occidentale almeno quel problema lo ha risolto (si è accertato che gli uomini anche ridotti in schiavitù l’anima ce l’hanno). La pena di morte, tuttavia, continua a praticarla alla luce del sole. Nella civilissima America le esecuzioni procedono con la stessa inevitabile frequenza del nostro campionato di calcio (che però d’estate riposa).


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