'Last but not least', si direbbe in inglese, e poi nemmeno tanto 'ultimo': «Il play sarà americano», ha annunciato Luca Dalmonte, e se è vero che «si partirà dagli italiani e comunitari nella costruzione della nuova Vuelle», sicuramente la scelta dell'uomo a cui affidare le redini della squadra sarà una delle priorità dello staff tecnico e dirigenziale.
Si tratta infatti di un ruolo decisivo: in perfetta sintonia, sia la presidenza che il coach intendono basare sull'asse play-pivot le fortune della ScavoSpar edizione 2009-2010, «ed in effetti - ammette Vellucci - questo asse l'anno scorso si è rivelato un po' debole».
C'è una ragione di costi, perché il mercato Usa è un mare infinitamente più vasto in cui pescare, mentre i play europei più bravi viaggiano su cifre impossibili.
Ma c'è anche una ragione atletico-tattica: il nuovo motore di Pesaro, dopo Stanic, dovrà essere dinamico ed esplosivo; dovrà correre, saltare, penetrare; dovrà essere un folletto capace di accendere la squadra e frullare gli avversari.
Fonte: www.basketnet.it


